L'ARABATA |
E’ il quartiere più antico e suggestivo di Pietrapertosa Il suo nome risale agli antichi dominatori arabi, che guidati dal re Bomar qui si annidarono nell’838 e ne fecero il loro fortilizio ai cui piedi costruirono le loro rozze abitazioni, simili a veri e proprie fortezze. Avevano queste una forma rettangolare, con due sole aperture praticate nei lati più corti: la porta d’ingresso bassa estretta e l’altra apertura che immetteva nell’Ostello, da cui si poteva fuggire in caso di pericolo. Non avevano camino, nè finestre. Unforo nel tetto fungeva da camino e da lucernario (“cirnale”). I muri in pietra erano senza intonaco e la copertura in lastre di pietra. Erano sempre poste su un’alta scalinata d’accesso. Di queste case resta solo qualcuna semi abbandonata, le altre sono state ristrutturate; conservano tuttavia l’alta scalinata e presentano un aspetto quasi civettuolo, con le finestre fiorite affacciantesi sullestradine ripide e tortuose e sui minuscoli orti formati da terra di riporto. Non è raro scoprire connubi diretti con la rupe delle singole case o degli slarghi nell’intrammezzo rupaceo. In fondo a questi, negli angoli, appena possibile può apparire un selvatico ficocontorto con cui vive allacciato l’asino, il mezzo più adatto per muoversi nei corridoi stretti e impervi, tra le case. Qui ancora si respira un’aria di mistero, capace di far sognare e rivivere altri tempi,altre vite, altri modi di essere. Chi si accinge a visitare questo luogo, lo deve fare con grande rispetto e un pizzico di sacrificio, ma ne varrà la pena. |